Poesia in musica #1 (Roberto Vecchioni – La stazione di Zima)

http://www.youtube.com/watch?v=pOJ6yRGtSpQ

La stazione di Zima

C’è un solo vaso di gerani
dove si ferma il treno,
e un unico lampione
che si spegne se lo guardi,
e il più delle volte
non c’è ad aspettarti nessuno,
perché è sempre troppo presto
o troppo tardi.
“Non scendere- mi dici,-
continua con me questo viaggio!”
e così sono lieto di apprendere
che hai fatto il cielo
e milioni di stelle inutili
come un messaggio,
per dimostrarmi che esisti,
che ci sei davvero:
ma vedi, il problema non è
che tu sia o non ci sia:
il problema è la mia vita
quando non sarà più la mia,
confusa in un abbraccio
senza fine,
persa nella luce tua
sublime,
per ringraziarti
non so di cosa e perché

Lasciami
questo sogno disperato
di esser uomo,
lasciami
quest’orgoglio smisurato
di esser solo un uomo:
perdonami, Signore,
ma io scendo qua,
alla stazione di Zima.

Alla stazione di Zima
qualche volta c’è il sole:
e allora usciamo tutti a guardarlo,
e a tutti viene in mente
che cantiamo la stessa canzone
con altre parole,
e che ci facciamo male
perché non ci capiamo niente.

E il tempo non s’innamora
due volte
di uno stesso uomo;
abbiamo la consistenza lieve
delle foglie:
ma ci teniamo la notte, per mano,
stretti fino all’abbandono,
per non morire da soli
quando il vento ci coglie:
perché vedi, l’importante non è
che tu ci sia o non ci sia:
l’importante è la mia vita
finché sarà la mia
con te, Signore
è tutto così grande,
così spaventosamente grande,
che non è mio, non fa per me

Guardami,
io so amare soltanto
come un uomo
guardami,
a malapena ti sento,
e tu sai dove sono…
ti aspetto qui, Signore,
quando ti va, alla stazione di Zima.

Roberto Vecchioni

Roberto Vecchioni

Cenni biografici

Il Professore nasce a Carate Brianza il  25 Giugno 1943. Nel 1968 si laurea in lettere antiche all’Università Cattolica di Milano presso la quale resterà per due anni quale assistente di storia delle religioni, proseguendo poi per trent’anni come professore di greco e latino nei licei classici. Descrivere la sua carriera in poche parole risulta impossibile per quanto è grande, importante ed eclettica. Ci si affiderà quindi ad alcuni dati che ben simboleggiano i suoi traguardi e poi si lascerà fare il resto ai testi delle sue canzoni.

Roberto Vecchioni è un cantautore, paroliere, scrittore, professore; oltre che un grande tifoso dell’Inter. Ha vinto i quattro premi più importanti della musica italiana: il Premio Tenco nel 1983, il Festivalbar nel 1992, il Festival di Sanremo e il Premio Mia Martini della critica nel 2011. Il 2 Giugno 2004 riceve l’onorificenza come Ufficiale Ordine al merito della Repubblica Italiana. Ha pubblicato 43 album, 25 album in studio, 5 live e 13 raccolte senza inediti; oltre che 10 libri.

Considerazione personale

Considero Vecchioni come uno dei più grandi poeti moderni, in grado di parlare di sogni, vita, morte, amore, delusione, disillusione, illusione; il tutto anche nel medesimo testo di una sua canzone. Il suo eclettismo e la sua passione nella musica e nella vita sono fonti d’ispirazione per chiunque che, con un po’ di tempo e calma si metta ad ascoltare profondamente le sue canzoni.

Il professore è un lampante esempio di condivisione di sé stessi, anche a livelli assai profondi, attraverso molteplici mezzi: la televisione, la scuola, la musica, la poesia che c’è in essa, i libri. Non si limita ad un solo livello di comunicazione, li usa tutti; creando ed esaltando un personaggio che dovrebbe essere considerato da un sempre maggior numero di persone come un poeta giunto dal futuro con tutta la grandezza del passato e l’attualità del presente; con un cuore fatto di passione e una mente fatta di sogno.

Inutile dire qualcosa in più, ha più senso lasciar parlare i testi delle sue canzoni…