Pensiero “La sete della fredda notte”

Ho sete

in questo deserto fatto d’acqua

ho sete e annaspo

ho paura che le mie labbra si

screpolino e che il mio viso

appassisca senza che io possa bere

 

Ho sete

vorrei essere un dio per poter non

avere sete

ma devo bere, perché la sete c’è

 

Parole che sembrano lacrime

lacrime che sono parole dell’anima

bevo

bevo sempre più

ma la sete non diminuisce, anzi

aumenta

 

Il cuore accelera

ho bisogno che la sabbia non corri

via così velocemente

mi vincerà prima che le idee

mi abbiano soddisfatto

 

Perché non sono un dio?

perché non posso affondare in

questo oceano, ma posso solo

solcarlo in superficie?

 

Ma vorrei essere veramente un dio?

o forse mi basterebbe avere tutte

le infinite lacrime di cui

la mia anima necessita?

Michele Corengia

Pensiero “Statua mia”

Non pensi mai, statua mia

che ogni secondo che passa si pietrifica in te?

 

Io ti guardo e resto assorto

immagine di quello che fu

e che non sarà più

 

Ti vedo davanti a me

ma subito si fa buio

e tu non ci sei più

 

Sei già fredda

nei caldi ricordi

come è possibile

che questa statua abbia il mio volto

ma non il mio cuore?

 

Come è possibile che

sia bianca sul nero e nera sul bianco?

vorrei forse che fosse fatta di creta,

così da poter ancora modellarla con le mie mani

 

Ma ormai è solida, immobile, fredda davanti a me

purtroppo o per fortuna non posso più far nulla

per cambiarla, rimarrà così

a fissarmi con i suoi occhi vuoti

per sempre

 

O almeno fino a quando sarà nero, e poi ancora bianco

 

Michele Corengia

Robert Kennedy sul PIL

Non troveremo mai un fine per la nazione né una nostra personale soddisfazione nel mero perseguimento del benessere economico, nell’ammassare senza fine beni terreni.

Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell’indice Dow-Jones, nè i successi del paese sulla base del Prodotto Interno Lordo.  

Il PIL comprende anche l’inquinamento dell’aria e la pubblicità delle sigarette, e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine dei fine-settimana.

Il PIL mette nel conto le serrature speciali per le nostre porte di casa, e le prigioni per coloro che cercano di forzarle. Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai nostri bambini. Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari, comprende anche la ricerca per migliorare la disseminazione della peste bubbonica, si accresce con gli equipaggiamenti che la polizia usa per sedare le rivolte, e non fa che aumentare quando sulle loro ceneri si ricostruiscono i bassifondi popolari.

Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. Non comprende la bellezza della nostra poesia o la solidità dei valori familiari, l’intelligenza del nostro dibattere o l’onestà dei nostri pubblici dipendenti. Non tiene conto né della giustizia nei nostri tribunali, né dell’equità nei rapporti fra di noi.

Il PIL non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio, né la nostra saggezza né la nostra conoscenza, né la nostra compassione né la devozione al nostro paese. Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta.

Può dirci tutto sull’America, ma non se possiamo essere orgogliosi di essere americani.

 

(Robert Kennedy)

Roberto Vecchioni

Cenni biografici

Il Professore nasce a Carate Brianza il  25 Giugno 1943. Nel 1968 si laurea in lettere antiche all’Università Cattolica di Milano presso la quale resterà per due anni quale assistente di storia delle religioni, proseguendo poi per trent’anni come professore di greco e latino nei licei classici. Descrivere la sua carriera in poche parole risulta impossibile per quanto è grande, importante ed eclettica. Ci si affiderà quindi ad alcuni dati che ben simboleggiano i suoi traguardi e poi si lascerà fare il resto ai testi delle sue canzoni.

Roberto Vecchioni è un cantautore, paroliere, scrittore, professore; oltre che un grande tifoso dell’Inter. Ha vinto i quattro premi più importanti della musica italiana: il Premio Tenco nel 1983, il Festivalbar nel 1992, il Festival di Sanremo e il Premio Mia Martini della critica nel 2011. Il 2 Giugno 2004 riceve l’onorificenza come Ufficiale Ordine al merito della Repubblica Italiana. Ha pubblicato 43 album, 25 album in studio, 5 live e 13 raccolte senza inediti; oltre che 10 libri.

Considerazione personale

Considero Vecchioni come uno dei più grandi poeti moderni, in grado di parlare di sogni, vita, morte, amore, delusione, disillusione, illusione; il tutto anche nel medesimo testo di una sua canzone. Il suo eclettismo e la sua passione nella musica e nella vita sono fonti d’ispirazione per chiunque che, con un po’ di tempo e calma si metta ad ascoltare profondamente le sue canzoni.

Il professore è un lampante esempio di condivisione di sé stessi, anche a livelli assai profondi, attraverso molteplici mezzi: la televisione, la scuola, la musica, la poesia che c’è in essa, i libri. Non si limita ad un solo livello di comunicazione, li usa tutti; creando ed esaltando un personaggio che dovrebbe essere considerato da un sempre maggior numero di persone come un poeta giunto dal futuro con tutta la grandezza del passato e l’attualità del presente; con un cuore fatto di passione e una mente fatta di sogno.

Inutile dire qualcosa in più, ha più senso lasciar parlare i testi delle sue canzoni…

Teoria del controllo della mente

D’altra parte, aveva davvero la possibilità di farlo? Era stata proprio la sua preghiera a determinare quella situazione? Non poteva essere in gioco qualche strano fenomeno scientifico? Se il pensiero poteva esercitare un’influenza su un organismo vivente, non avrebbe potuto esercitarla anche sulla materia morta e inorganica? Inoltre, anche se prive di pensieri o desideri consapevoli, le cose che stanno al di fuori di noi, non potrebbero vibrare all’unisono con i nostri sentimenti e le nostre passioni, non potrebbe un atomo legarsi all’altro nel segreto amore di una strana affinità?  (Oscar Wilde, Il ritratto di Dorian Gray, Garzanti)

Non vi capita mai di avere la percezione che qualcosa vada in un determinato modo ancora prima che tutto succeda? Non vi capita mai di credere talmente tanto in qualcosa, di sognare così intensamente un risultato e vedere poi realizzarsi il tutto precisamente come la vostra mente aveva raffigurato?  Sono solo coincidenze e suggestioni, oppure c’è qualcosa di più? La nostra mente fino a dove può arrivare? Le sue capacità che ostacoli può abbattere? Essa ha un limite? Continua a leggere “Teoria del controllo della mente”

Teoria del ricordo

“La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.” (Gabriel Garcia Marquez)

“La memoria è tesoro e custode di tutte le cose.” (Cicerone)

A volte è un brivido ricordarsi di una persona da un luogo, da un profumo, da una canzone. A volte è pauroso quanto ci può emozionare nel presente il ricordo di un’emozione passata. A volte non ci sono parole per descrivere la resurrezione di un ricordo. Non vi è mai capitato di ripercorrere una strada, di rivedere un luogo e volere ardentemente la persona di quella strada, di quel luogo accanto a voi? O forse anche solo una condizione. La traccia di un’emozione viva e intensa; e capita a volte di rivolere il passato. Ecco la resurrezione del ricordo, che si fa presente in noi. La nostra vita rifugge limiti, scappa dai confini, nuota controcorrente nel fiume del tempo. E non abbiamo più venti, trenta o settant’anni, bensì dieci, quindici o quaranta. Non siamo più soli, non siamo più con la persona sbagliata; ma c’è quella giusta, quella che in passato ci aveva regalato la felicità. Non viviamo più una condizione che non sentiamo nostra; bensì ripercorriamo quella situazione che ci aveva così profondamente emozionato. Basta un’immagine, un suono, un gesto, un tocco, un profumo; ed ecco che il passato diviene presente e noi viviamo due dimensioni contemporaneamente. Ciò è eccezionale, caratteristico della parte più poetica e sensibile dell’animo umano. Legare un pensiero e un’emozione ad un ricordo per farlo poi fluire nella nostra mente come la più potente droga. Non è farsi divina la forza emotiva che ci permette di condensare in un solo istante, in un solo profumo, in una sola immagine, un’intera fase passata della nostra vita e una presente tensione emotiva e una forte aspettativa futura? Continua a leggere “Teoria del ricordo”

Pensiero di Reba

…A mio marito…

 

Tu sei come il sole:

splendente, caldo, con una possente forza che

mi dà energia.

 

Io sono come la luna,

ti aspetto ogni sera al tuo calare e

non vedo l’ora di rivederti quando sorgi.

 

Noi siamo indivisibili,

io non esisterei senza di te e tu non esisteresti senza di me.

Quando arriva l’alba,

noi incrociamo i nostri profili, i nostri sguardi e

ogni giorno, ogni mese, ogni anno,

noi ci diciamo ti amo.

Reba

I due innamorati

Il sole stava tramontando, lasciando dietro di sé solo le sfumature di fuoco di una fenice che si butta nell’acqua. Il viola e il rosso scappavano nell’azzurro, incalzati dall’arancione e il giallo. Nessuno voleva finire nelle grinfie del blu tenebroso, tutti volevano tornare a casa sani e salvi. C’era il silenzio intento ad ascoltare con attenzione e mistico rispetto le onde di un mare, che calmo e dolce si preparava ad accogliere degnamente i colori della giornata per accompagnarli come una madre premurosa nella notte. Continua a leggere “I due innamorati”

Pensiero “Lacrime”

Lacrime cadono

come stelle cadenti

nell’oceano dell’anima

non si vedono ma si sentono

 

Lacrime cadono

come pioggia

nel deserto dell’espressioni

non si sentono ma si vedono

 

Dove sei tu, luce mia?

a cui i miei occhi si aprono tremanti

in questo buio di bianco pregare

dove ti ritroverò?

sarà possibile l’impossibile?

 

O le lacrime cadranno fino a cancellare ogni cosa

fino a far straripare l’oceano

fino a rendere schizofrenico il deserto

fino ad accecare ed assordare

tutti e tutto

 

L’anima piange

il deserto cerca di consolarla

ma ci riuscirà?

Questa notte durerà per sempre

nel bianco, nell’azzurro e nel nero

durerà per sempre?

Paura, lacrime, silenzio e buio

Michele Corengia