La Pallina (by reba)

La pallina giace tutta sola nel giardino, aspetta che qualcuno della famiglia Tommy’s dog arrivi ad addentarla per poi correre insieme felici.

Prova a chiamarli per nome “ Tommy, Molly, Luna, Macchia: dove siete?”. Nessuno risponde alla pallina sconsolata; loro se ne sono andati oltre alla soglia del dolore e della solitudine.

Cara Pallina non essere triste, pensa ai bei momenti in cui giocasti con loro, a quanto ti amavano e a quanto li ami tu.

Corri, corri Pallina; un giorno chissà, qualcuno arriverà , ti prenderà ed insieme a te danzerà sulle note della felicità

IMG_0310

Ciao Luna da Reba

Ti guardo mentre ascolto il tuo respiro, la vita in quel soffio,
Non fermarti, permetti ancora per un po’ alla vita di rimanere nel tuo respiro.
Non guardo i tuoi occhi spenti, il tuo corpo ormai sfinito, guardo solo quel lieve movimento che accompagna i tuoi ultimi respiri.
Il tuo respiro è la tua anima, è il ricordo di quanto sei stata importante per noi, di quanto ci mancherai e di quanto siamo stati fortunati ad averti vicino in tutti questi anni di vita e di respiri.
Ciao Luna

Alè Alè

Alè Alè di Alberto Maria Mazza

Mi chiamo Alberto Maria Mazza, sono nato a Milano, studio Relazioni Internazionali a Ginevra, mi piace fare fotografie, amo i vernissage e vorrei fare il “politico” perché mi piace, nonostante sia timido, conoscere le persone e capire i loro problemi.
Ho deciso di trascorre parte della mia estate in Africa, precisamente a Nairobi in un campo per la riabilitazioni di ragazzi di strada. In questo mio scritto vi riporto quello che ho provato e le idee che ho maturato; prima però vorrei spiegarvi il significato del titolo e il motivo per cui ho deciso di intraprendere questo viaggio. A volte capita di sentirsi solo, triste e senza energie; in quel momento dico “Alè” “Alè” per aiutarmi a trovare l’energia dentro di me. Quando sento me stesso e credo in me, nulla diventa impossibile. E non mi preoccupo quando urlando “Alè” “Alè” incontro persone che si allontanano: esse probabilmente torneranno. E probabilmente qualcuno si avvicinerà e inizierà ad urlare “Alè” “Alè” con me. E’ stato proprio il desiderio di incontrare e conoscere persone che con me potessero urlare “Alè” “Alè” ( e questo per me è fare il “politico”) che mi hanno spinto nel cuore del continente nero.

Quando sono partito non sapevo bene cosa aspettarmi. E’ stato come un salto nel buio, ma la curiosità e la voglia di conoscere un mondo nuovo mi hanno portato a Nairobi.
Ho visto cose che pensavo non esistessero, ho visto tanti sorrisi, ho visto anche cose orribili, ho sentito il profumo della savana, ho sentito il tanfo della discarica di Nairobi a Korogocho, ho udito molti “Alè” “Alè”, ho conosciuto persone di ogni genere, ho conosciuto me stesso.
Ho imparato molto dalle persone che ho incontrato in Africa capendo che in fondo l’uomo, nonostante la diversità dei contesti culturali, religiosi, dei percorsi politici, delle economie e degli idiomi, tende a pensare e ad agire nello stesso modo. Le affinità risiedono nella natura stessa dell’uomo, nelle sue spinte propulsive, nei meccanismi di difesa, nei suoi limiti e nella sua tendenza a superarli, nelle sue luci e nelle sue ombre. L’assenza di veri confini biologici all’interno della specie umana (come la distribuzione crinale dei caratteri genetici, l’antropologia biologica e lo studio dei flussi migratori testimoniano) è solo la riprova di quanto già agli albori della storia dell’umanità, i primi filosofi e tutti coloro che cercano delle risposte intuirono: l’universalità della natura dell’uomo.
Inoltre una delle cose che maggiormente mi ha colpito dell’Africa, oltre all’enorme povertà e alle difficili condizioni di vita, è il forte senso di comunità che si respira. Nel mio paese d’origine, in Europa e nel mondo occidentale vi è un minor senso di comunità. Qui tutto funziona perfettamente (o quasi) ma le persone sembrano in realtà “funzionare” peggio: l’avere tante cose, avere tanti servizi e comodità, oltre al bene prezioso della vita, ci allontana dalla coscienza piena del nostro essere ,dalle altre persone e dalla vita stessa.
Invece in Africa, dove nulla funziona, dai trasporti alle infrastrutture, le persone “fanno molta comunità” e così “funzionano” molto. Le persone in Africa non avendo nulla, se non la vita stessa, sono pienamente coscienti del valore che essa ha.

Si torna dall’Africa apparentemente uguali ma in realtà si ha una coscienza e conoscenza più profonda di se stessi. Nascono nuove idee e nuovi progetti ma sono solo semplici “idee”. Come dice Alex Zanotelli, Comboniano che ha passato diversi anni della sua vita a Korogocho:

“Non siete uomini perché avete idee ma siete uomini perché riuscite a relazionarvi con altri uomini e crescete in umanità.”

e dunque

“Alè” “Alè”.

foto-1-amm foto-2-amm

Pensiero di Reba

…A mio marito…

 

Tu sei come il sole:

splendente, caldo, con una possente forza che

mi dà energia.

 

Io sono come la luna,

ti aspetto ogni sera al tuo calare e

non vedo l’ora di rivederti quando sorgi.

 

Noi siamo indivisibili,

io non esisterei senza di te e tu non esisteresti senza di me.

Quando arriva l’alba,

noi incrociamo i nostri profili, i nostri sguardi e

ogni giorno, ogni mese, ogni anno,

noi ci diciamo ti amo.

Reba

Pensiero di Etos “Chi tu sia Amore”

Chi sia tu, Amore

Mi chiedo chi sia tu “Amore” !! Guardo il tuo viso e mi domando “quanti volti hai avuto?”
Ricordo…. la tua nascita, il solo pensarti faceva percorrere nel corpo, un’intensa e dolce emozione.
Ricordo… quando cresciuto, ti divertivi a giocare con Spensieratezza, Incoscienza e il tuo caro amico Entusiasmo.
A volte facevi soffrire……ma la gioia che portavi, quando arrivavi, cancellava ogni amarezza.
Ricordo….che a volte decidevi di andartene per un po’ di tempo, eri stanco di combattere contro Cattiveria e Stupidità,
le quali volevano annientarti per toglierti di mezzo, erano troppo invidiose di quanto eri forte e bello.
Ricordo…. nei momenti in cui non eri presente, tutto era triste, anche il sole sembrava meno luminoso.
Ma tu tornavi sempre, migliore e più bello, anche se, si intravedeva qualche piccola ruga.
Ora il tuo volto ha i segni lasciati dalle lacrime, i solchi dei tanti sorrisi. Accarezzo i tuoi occhi, la tua bocca, e percepisco che tu “Amore” rinasci sempre più forte dentro di noi.
Tu sei tutti noi!

Etos