Pensiero della sera

Danzano le foglie silenziose

sfiorate da un raggio di luce

caldo e pensieroso

 

La poesia è nell’aria

il vento coccola le emozioni

musica di luci e parole

 

La luna aspetta

che le foglie smettano di tremare

arriverà quel giorno?

 

I binari della vita vanno verso l’infinito

verso il buio dell’ignoto

la sera vedrà in faccia il giorno?

I binari porteranno da qualche parte?

Tutte le notti vissute con stelle artificiali

serviranno per ritrovare il sole?

 

Il pittore lascia cadere il suo pennello

l’opera è finita

 

Danzano le foglie silenziose

sfiorate da un raggio di luce

caldo e pensieroso

come l’infinito che ci sovrasta

Michele Corengia

Pensiero “L’attesa”

Attesa di

una persona, un messaggio, una risposta, una svolta

Attesa di qualcosa, attesa per

un aiuto, una rivincita, uno sguardo, un bacio, un abbraccio

Attesa per qualcuno

 

Attesa da soli, in compagnia

la vita è fatta da attese

la mente umana attende

cosa?

un nuovo dato

l’istinto attende

cosa?

un nuovo secondo

Si attende e non si vive,

ma senza attendere non si potrebbe vivere

 

La vita è come un liquido e

l’attesa è il legame intramolecolare;

se non ci fosse

la vita si disperderebbe come aria

 

Se vivessimo in funzione della sola attesa

saremmo solidi e non potremmo cambiare

quindi vivere

 

Attesa:

uno dei legami della vita

Michele Corengia

Pensiero “La sete della fredda notte”

Ho sete

in questo deserto fatto d’acqua

ho sete e annaspo

ho paura che le mie labbra si

screpolino e che il mio viso

appassisca senza che io possa bere

 

Ho sete

vorrei essere un dio per poter non

avere sete

ma devo bere, perché la sete c’è

 

Parole che sembrano lacrime

lacrime che sono parole dell’anima

bevo

bevo sempre più

ma la sete non diminuisce, anzi

aumenta

 

Il cuore accelera

ho bisogno che la sabbia non corri

via così velocemente

mi vincerà prima che le idee

mi abbiano soddisfatto

 

Perché non sono un dio?

perché non posso affondare in

questo oceano, ma posso solo

solcarlo in superficie?

 

Ma vorrei essere veramente un dio?

o forse mi basterebbe avere tutte

le infinite lacrime di cui

la mia anima necessita?

Michele Corengia

Pensiero “Statua mia”

Non pensi mai, statua mia

che ogni secondo che passa si pietrifica in te?

 

Io ti guardo e resto assorto

immagine di quello che fu

e che non sarà più

 

Ti vedo davanti a me

ma subito si fa buio

e tu non ci sei più

 

Sei già fredda

nei caldi ricordi

come è possibile

che questa statua abbia il mio volto

ma non il mio cuore?

 

Come è possibile che

sia bianca sul nero e nera sul bianco?

vorrei forse che fosse fatta di creta,

così da poter ancora modellarla con le mie mani

 

Ma ormai è solida, immobile, fredda davanti a me

purtroppo o per fortuna non posso più far nulla

per cambiarla, rimarrà così

a fissarmi con i suoi occhi vuoti

per sempre

 

O almeno fino a quando sarà nero, e poi ancora bianco

 

Michele Corengia

Teoria del controllo della mente

D’altra parte, aveva davvero la possibilità di farlo? Era stata proprio la sua preghiera a determinare quella situazione? Non poteva essere in gioco qualche strano fenomeno scientifico? Se il pensiero poteva esercitare un’influenza su un organismo vivente, non avrebbe potuto esercitarla anche sulla materia morta e inorganica? Inoltre, anche se prive di pensieri o desideri consapevoli, le cose che stanno al di fuori di noi, non potrebbero vibrare all’unisono con i nostri sentimenti e le nostre passioni, non potrebbe un atomo legarsi all’altro nel segreto amore di una strana affinità?  (Oscar Wilde, Il ritratto di Dorian Gray, Garzanti)

Non vi capita mai di avere la percezione che qualcosa vada in un determinato modo ancora prima che tutto succeda? Non vi capita mai di credere talmente tanto in qualcosa, di sognare così intensamente un risultato e vedere poi realizzarsi il tutto precisamente come la vostra mente aveva raffigurato?  Sono solo coincidenze e suggestioni, oppure c’è qualcosa di più? La nostra mente fino a dove può arrivare? Le sue capacità che ostacoli può abbattere? Essa ha un limite? Continua a leggere “Teoria del controllo della mente”

Teoria del ricordo

“La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.” (Gabriel Garcia Marquez)

“La memoria è tesoro e custode di tutte le cose.” (Cicerone)

A volte è un brivido ricordarsi di una persona da un luogo, da un profumo, da una canzone. A volte è pauroso quanto ci può emozionare nel presente il ricordo di un’emozione passata. A volte non ci sono parole per descrivere la resurrezione di un ricordo. Non vi è mai capitato di ripercorrere una strada, di rivedere un luogo e volere ardentemente la persona di quella strada, di quel luogo accanto a voi? O forse anche solo una condizione. La traccia di un’emozione viva e intensa; e capita a volte di rivolere il passato. Ecco la resurrezione del ricordo, che si fa presente in noi. La nostra vita rifugge limiti, scappa dai confini, nuota controcorrente nel fiume del tempo. E non abbiamo più venti, trenta o settant’anni, bensì dieci, quindici o quaranta. Non siamo più soli, non siamo più con la persona sbagliata; ma c’è quella giusta, quella che in passato ci aveva regalato la felicità. Non viviamo più una condizione che non sentiamo nostra; bensì ripercorriamo quella situazione che ci aveva così profondamente emozionato. Basta un’immagine, un suono, un gesto, un tocco, un profumo; ed ecco che il passato diviene presente e noi viviamo due dimensioni contemporaneamente. Ciò è eccezionale, caratteristico della parte più poetica e sensibile dell’animo umano. Legare un pensiero e un’emozione ad un ricordo per farlo poi fluire nella nostra mente come la più potente droga. Non è farsi divina la forza emotiva che ci permette di condensare in un solo istante, in un solo profumo, in una sola immagine, un’intera fase passata della nostra vita e una presente tensione emotiva e una forte aspettativa futura? Continua a leggere “Teoria del ricordo”

I due innamorati

Il sole stava tramontando, lasciando dietro di sé solo le sfumature di fuoco di una fenice che si butta nell’acqua. Il viola e il rosso scappavano nell’azzurro, incalzati dall’arancione e il giallo. Nessuno voleva finire nelle grinfie del blu tenebroso, tutti volevano tornare a casa sani e salvi. C’era il silenzio intento ad ascoltare con attenzione e mistico rispetto le onde di un mare, che calmo e dolce si preparava ad accogliere degnamente i colori della giornata per accompagnarli come una madre premurosa nella notte. Continua a leggere “I due innamorati”

Pensiero “Lacrime”

Lacrime cadono

come stelle cadenti

nell’oceano dell’anima

non si vedono ma si sentono

 

Lacrime cadono

come pioggia

nel deserto dell’espressioni

non si sentono ma si vedono

 

Dove sei tu, luce mia?

a cui i miei occhi si aprono tremanti

in questo buio di bianco pregare

dove ti ritroverò?

sarà possibile l’impossibile?

 

O le lacrime cadranno fino a cancellare ogni cosa

fino a far straripare l’oceano

fino a rendere schizofrenico il deserto

fino ad accecare ed assordare

tutti e tutto

 

L’anima piange

il deserto cerca di consolarla

ma ci riuscirà?

Questa notte durerà per sempre

nel bianco, nell’azzurro e nel nero

durerà per sempre?

Paura, lacrime, silenzio e buio

Michele Corengia

Teoria della condivisione di noi stessi

Oggigiorno le persone tendono a chiudersi in se stesse, molte non ricercano informazioni e non condividono più; ci si sofferma sul superficiale e si perde di vista chi siamo veramente. Si può vederlo quotidianamente: l’attività del pensare sembra sempre meno di moda. O meglio l’attitudine a dare spazio dentro di noi al pensiero, ad ascoltarlo e a condividerlo; sembra spegnersi giorno dopo giorno. Allora questo blog non è altro che un soccorritore, un balsamo per questa situazione; o come minimo un tentativo, una possibilità. Un luogo dove poter prendersi del tempo per riflettere, per fissare nelle parole i propri pensieri e le proprie idee a riguardo di qualsiasi tipologia d’argomento. Un luogo dove poter condividere noi stessi con gli altri, con il mondo. Spesso si ha paura di questo. Molte persone temono di guardarsi dentro e condividere la vera immagine di se stessi con gli altri. Si ha paura di cosa potrebbero pensare, del loro giudizio. E allora è meglio tenersi la propria essenza per sé o per pochi eletti. Chiudiamo le nostre emozioni nel bunker del nostro cuore. Continua a leggere “Teoria della condivisione di noi stessi”