Teoria delle religioni

“C’è una sola religione, benchè ne esistano un centinaio di versioni” (George Bernard Shaw)

“ Noi nasciamo credendo. Un uomo produce tanti credi come un albero le mele” (Ralph Waldo Emerson)

“Le religioni sono come le lucciole: per splendere hanno bisogno delle tenebre” (Arthur Schopenhauer)

Un giorno il mio professore di religione alla medie spiegò in questo modo cosa fosse Dio: <<Prendete un foglio bianco e dividetelo a metà con una riga. Ora ponete nella parte alta una grande X e nella parte bassa tante x piccole. Poi fate partire da ogni x piccola una freccia che va verso la X grande. Ecco: Dio è la X grande, le x piccole invece sono tutte le religioni esistenti tra gli uomini>>. Continua a leggere “Teoria delle religioni”

Teoria della solitudine

“E se tu sarai solo, tu sarai tutto tuo.” (Leonardo da Vinci)

“Tutti coloro che prendono seriamente se stessi e la vita, vogliono stare soli, ogni tanto. La nostra civiltà ci ha così coinvolti negli aspetti esteriori della vita, che poco ci rendiamo conto di questo bisogno, eppure la possibilità che offre, per una completa realizzazione individuale, sono state messe in rilievo dalle filosofie e dalle religioni di tutti i tempi. Il desiderio di una solitudine significativa non è in alcun modo nevrotico; al contrario, la maggior parte dei nevrotici rifugge dalle proprie profondità interiori, ed anzi, l’incapacità di una solitudine costruttiva è per se stessa un segno di nevrosi. Il desiderio di star soli è un sintomo di distacco nevrotico soltanto quando l’associarsi alla gente richiede uno sforzo insopportabile, per evitare il quale la solitudine diviene l’unico mezzo valido.” (k.Horney da I nostri conflitti interni)

“I legami fra una persona e noi esistono solamente nel pensiero. La memoria, nell’affievolirsi, li allenta; e, nonostante l’illusione di cui vorremmo essere le vittime, e con la quale, per amore, per amicizia, per cortesia, per rispetto umano, per dovere, inganniamo gli altri, noi viviamo soli. L’uomo è l’essere che non può uscire da sé, che non conosce gli altri se non in se medesimo, e che, se dice il contrario, mentisce.” (M. Proust)

“Noi viviamo come sogniamo, soli.” (J.Conrad)

“Il talento lo si sviluppa nella solitudine, mentre il carattere si consolida nella corrente della vita.” (Goethe)

“Per vivere soli bisogna essere o un animale o un dio, dice Aristotele. Manca il terzo caso: bisogna essere l’uno e l’altro, un filosofo.” (Nietzsche)

 

Iniziare questa teoria con la frase “nasciamo soli, moriamo soli” forse sarebbe banale, ma di fatto è la verità. Spesso quest’ultima è così: banale e noiosa. Ecco perché molte persone preferiscono di gran lunga inventarsi storie e raccontare bugie. Nasciamo soli e poi nel corso della vita incontriamo persone, leggiamo cose scritte da altri, sentiamo le canzoni cantate da altri. Senza gli altri noi non saremmo niente, e sicuramente non saremmo quello che siamo. Questo è uno dei grandi paradossi della vita. Abbiamo bisogno degli altri per essere, addirittura per avere una vita; ma quando siamo, non abbiamo esistenzialmente bisogno di loro. Ci circondiamo di affetti, veri o finti che siano, solo perché abbiamo paura della solitudine. Questa è la più grande fobia del genere umano. La paura della morte, di fatto, è solo consequenziale. Continua a leggere “Teoria della solitudine”

Teoria sull’attesa

“Vivete dunque e siate felici, figli prediletti del mio cuore, e non dimenticate mai che, fino al giorno in cui Iddio si degnerà di svelare all’uomo l’avvenire, tutta l’umana saggezza sarà riposta in queste due parole: aspettare e sperare.” (Alexandre Dumas – Il conte di Montecristo)

“Capita che sfiori la vita di qualcuno, ti innamori e decidi che la cosa più importante è toccarlo, viverlo, convivere le malinconie e le inquietudini, arrivare a riconoscersi nello sguardo dell’altro, sentire che non ne puoi più fare a meno, e cosa importa se per avere tutto questo devi aspettare cinquantatré anni sette mesi e undici giorni notti comprese?” (Gabriel Garcia Marquez – L’amore ai tempi del colera)

“Aspettare è ancora un’occupazione. È non aspettar niente che è terribile.” (Cesare Pavese – Il mestiere di vivere)

“L’attesa attenua le passioni mediocri e aumenta le grandi.” (François de la Rochefocauld)

 

Tutte le persone aspettano qualcosa. Fondamentalmente la vita è costituita da una serie di attese, che alla fine si sommano tra loro per dirci se abbiamo fatto bene ad aspettare così tanto oppure se è stato solo tempo perso. Si può aspettare una persona, un momento, uno sguardo, un passaggio tra diverse fasi della nostra vita. Si aspetta, si attende, si sta seduti nello stesso posto per infiniti istanti con la paura di andarsene nel momento in cui passa il treno delle nostre attese, perdendolo. Continua a leggere “Teoria sull’attesa”

Teoria sul gioco

“Il gioco è un corpo a corpo con il destino.” (Anatole France – Il giardino di Epicuro)

“La vita non ha che un vero fascino: è il fascino del gioco.” (Jean-Claude Killy)

“Nell’uomo autentico si nasconde un bambino: che vuole giocare.” (Friedrich Nietzsche – Così parlò Zarathustra)

“Si può negare, se si vuole, quasi ogni astrazione: giustizia, bellezza, verità, divinità, Dio. Si può negare la serietà, ma non il gioco.” (Edward Hall)

Giocare. Tutti giocano dalla tenera età fino alla vecchiaia. Ricchi e poveri; genitori e figli; fratelli e sorelle; … Giocare è una delle attività che accomuna tutto il genere umano: pur con forme e modalità diversissime la componente ludica è presente in tutte le culture. Proprio per questo motivo non è facile dare una definizione alla parola gioco. O meglio non è semplice individuare una definizione completa. Si può trovare l’etimologia della parola. Gioco deriva dal latino iocu(m) propriamente gioco di parole, scherzo, facezia. La voce ha poi sostituito ludus, che vuol dire gioco in azione. Infine nel corso degli anni la “i” iniziale di iocum seguita da vocale, poiché aveva valore di consonante,  è diventata “gi”, rendendo il vocabolo più simile al nostro. Secondo alcuni, iocus sta per diocus dalla radice div=dju= giocare, scherzare; un’altra radice potrebbe essere jak scagliare, con il senso primitivo di scherzo. Ma l’etimologia non coglie minimamente il vero senso del giocare. Allora dove si può cercare di scovare la vera essenza della parola gioco? Nella sua definizione grammaticale? Il gioco inteso come un’attività che può possedere una funzione ricreativa, una educativa, una biologica e sociale, che coinvolge una o più persone (i giocatori)? No. Non rende l’idea. Continua a leggere “Teoria sul gioco”

Teoria dell’uomo creatore dell’universo

“La parola di un uomo è il più duraturo dei materiali” (Arthur Schopenhauer)

“Quei giuramenti, quei profumi, quei baci infiniti, rinasceranno” (Charles Baudelaire)

“Anelo all’eternità perché lì troverò i miei quadri non dipinti e le mie poesie non scritte” (Kahlil Gibran)

“Se c’è una cosa di cui sono sicuro è che questo mondo non basta, e se non c’è altro se lo possono riprendere indietro tutto intero” (Saul Bellow)

Eternità e infinito. Due parole che da sempre affascinano l’uomo, che cerca di confrontarsi con esse e finisce inesorabilmente sconfitto e umiliato. Sarebbe bello poter provare e conoscere tutto l’Universo, vivere tutto il Tempo, vedere ogni Spazio. Guardando le stelle o leggendo di qualche scoperta scientifica, viene da chiedersi fino a dove l’uomo potrà spingersi, qual è il suo limite, come testerà in futuro la sua mente capace di miracoli e maledizioni. Ma non è possibile continuare ad ammirare il Tempo. Esso è timido e appena iniziate a guardarlo con cupidigia, fugge via timoroso e non torna più nella stessa forma di prima. Continua a leggere “Teoria dell’uomo creatore dell’universo”

Teoria sulla passione

“Niente di grande è stato fatto al mondo senza il contributo della passione” (Georg Hegel)

“Quante vite giocano un ruolo dominante? Il cittadino medio che paga le tasse non è capace di grandi passioni come di fare grandi opere” (Israel Zangwill)

“Ciò che è stato scritto senza passione, verrà letto senza piacere” (Samuel Johnson)

La passione è il sangue della Vita. Quest’ultima nasce dall’impeto e in esso si identifica.  Per questo motivo la passione è il principio con cui dovrebbe essere guidata la nostra vita.

La Bellezza non esisterebbe senza passione, perché è quest’ultima a darle forma e respiro. E senza Bellezza potrebbe esistere una vita degna di esser vissuta? Continua a leggere “Teoria sulla passione”

La leggenda dei tre custodi

C’era una volta in un universo lontano un popolo di piccoli folletti, chiamati Zorelliani. Il loro mondo era semplice. Vivevano in pace con sé stessi, non avevano problemi di alcun tipo e si procuravano tutto il necessario per vivere attraverso la magia, che scaturiva scintillante dai loro cuori. Un mondo unico, perfetto, paradisiaco, che era difeso da ogni parte da un mare assai esteso, limitato solamente dalle “Montagne erranti”. Continua a leggere “La leggenda dei tre custodi”

L’infinito delle parole

La luce divenne accecante. Il caldo scaturì follemente imperioso e divenne insopportabile. La Terra fu deserto.

Il cavalier Maximus aveva perso, era stato sconfitto e derubato di ogni suo potere. La sua armatura eterea era andata distrutta, la sua spada di ghiaccio in frantumi, il suo cavallo fatto di polvere di stelle era stato rapito. Non era più un cavaliere, non era più il salvatore, non era più nessuno, poiché l’essenza della sua vita era stata risucchiata via. Che cosa avrebbe fatto ora? E che fine avrebbe subito il suo mondo? Da lì a poco sarebbe tornato Terminus e avrebbe dato il colpo di grazia a Maximus, ora che egli era vulnerabile come non lo era mai stato e lo stregone superlativamente potente per la prima volta dopo secoli di battaglia. Non c’era alcun tipo di speranza, poiché l’ultimo portatore di essa stava per soccombere, come già avevano fatto nei secoli precedenti, gli altri nove guardiani delle stelle. L’ultimo ostacolo, che separava Terminus dalla completa realizzazione del suo terrificante progetto, stava per svanire nel nulla e la sua energia utilizzata per erigere il Confine. Continua a leggere “L’infinito delle parole”

Pensiero “La corazza”

Di notte depongo la corazza

e mi ritrovo solo con i miei pensieri

a nudo la mia anima

in silenzio la mia ragione

 

E sogno, ricordo o rifletto

Quante bugie, quante cose non dette, quante cose dette tanto per dire

Dov’è la verità?

 

In fondo alla mia anima c’è una luce:

la luce della verità

che si vede soltanto nella notte più profonda

nel momento in cui la mia anima è più a nudo

 

Senza corazza, senza scuse, senza niente

che non sia sé stessa

Michele Corengia