A volte, cara parola, mi infastidisci.
E’ vero siamo fortunati ad averti, ti usiamo per recitare, per cantare, per esprimere i nostri sentimenti. Quando i bambini ti usano per la prima volta, tutta ingarbugliata, sei bellissima e dolce! Possiamo leggerti, scriverti, sei un universo infinito.
Tuttavia, troppe volte vieni usata per esprime rabbia, per accusare, per negare, per lamentarsi; per distruggere quelli vicini e lontani a te. Quando sei così, non mi piaci. Mi infastidisci, vorrei che rimanessi prigioniera in un labirinto, dove tu non possa più rappresentare i nostri concetti e idee: silenzio, solo silenzio senza più parole, senza più te.