“La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla.” (Gabriel Garcia Marquez)
“La memoria è tesoro e custode di tutte le cose.” (Cicerone)
A volte è un brivido ricordarsi di una persona da un luogo, da un profumo, da una canzone. A volte è pauroso quanto ci può emozionare nel presente il ricordo di un’emozione passata. A volte non ci sono parole per descrivere la resurrezione di un ricordo. Non vi è mai capitato di ripercorrere una strada, di rivedere un luogo e volere ardentemente la persona di quella strada, di quel luogo accanto a voi? O forse anche solo una condizione. La traccia di un’emozione viva e intensa; e capita a volte di rivolere il passato. Ecco la resurrezione del ricordo, che si fa presente in noi. La nostra vita rifugge limiti, scappa dai confini, nuota controcorrente nel fiume del tempo. E non abbiamo più venti, trenta o settant’anni, bensì dieci, quindici o quaranta. Non siamo più soli, non siamo più con la persona sbagliata; ma c’è quella giusta, quella che in passato ci aveva regalato la felicità. Non viviamo più una condizione che non sentiamo nostra; bensì ripercorriamo quella situazione che ci aveva così profondamente emozionato. Basta un’immagine, un suono, un gesto, un tocco, un profumo; ed ecco che il passato diviene presente e noi viviamo due dimensioni contemporaneamente. Ciò è eccezionale, caratteristico della parte più poetica e sensibile dell’animo umano. Legare un pensiero e un’emozione ad un ricordo per farlo poi fluire nella nostra mente come la più potente droga. Non è farsi divina la forza emotiva che ci permette di condensare in un solo istante, in un solo profumo, in una sola immagine, un’intera fase passata della nostra vita e una presente tensione emotiva e una forte aspettativa futura?
Nell’emozione di un ricordo si possono concentrare le tre dimensioni temporali della vita di un uomo. Ecco perché alla fine noi siamo quello che ci ricordiamo d’essere consapevolmente o meno, e saremo quello che ci ricorderemo di noi stessi ora. La cosa forse più tremenda è che non potremo mai ricordarci di tutto, quindi saremo sempre dimentichi di una parte notevole di noi stessi. Questa è la nostra dannazione: non rispettare il nostro potenziale d’essere. Forse chi ci riesce, almeno in parte, è colui che fa grandi cose nella vita. Un uomo che ricorda il più possibile.
Perché quando si dice: “è inutile guardare al passato, bisogna andare avanti, guardare al futuro” ; si dimentica che è il ricordo quella forza che ci permette di nuotare con sicurezza nel fiume del tempo senza annegare.
Michele Corengia