Partiamo da un presupposto: l’alfabeto contiene un numero finito di lettere. Le parole non sono altro che combinazioni di lettere a cui attribuiamo un significato. Le frasi non sono che combinazioni di parole. Quindi? Matematicamente le cose che si possono dire non sono infinite, pur essendo innumerevoli. Creare qualcosa di nuovo con il linguaggio, scritto/parlato o del corpo, sarà sempre più difficile. E’ come se l’originalità fosse una merce già rara, che con il passare dei secondi diventa ancora più rara perché diminuisce ogni volta che qualcuno di noi parla o pensa. Siamo quindi condannati in un futuro, che magari non arriverà mai per mancanza di tempo, a dire solo cose già dette e dunque scontate? A vedere la morte dell’originalità a favore dell’omologazione del tutto? Matematicamente sì. Ma il bello dell’essere uomini è che quella scintilla di specialità, quel genio che è in noi e aspetta solo di essere scoperto; può creare dal nulla qualcosa di nuovo. E con quel qualcosa di nuovo può nascere un nuovo modo di dire, una nuova cosa da dire. O al massimo esiste sempre il segreto del genio, che consiste nel dire le cose che dicono tutti in un modo diverso e originale. Non importa come, l’importante è che l’originalità nasca e cresca; solo così il mondo può andare in avanti e non abbandonarsi in uno stato di quiete totale. Nei peggiori dei casi si arriverà al bianco. Cosa vuol dire? Dopo aver detto tutto il possibile su qualunque cosa in ogni modo e non poter più inventare nulla dal nulla, dopo aver raggiunto il picco dell’espressività attraverso il linguaggio, attraverso la realtà; si arriverà al picco dell’espressività attraverso l’immaginazione, attraverso il sogno. Non si dirà più nulla, non si comunicherà più nulla se non una pagina bianca, che ognuno interpreterà a suo modo. Le combinazioni di parole o di gesti, il colore, lascerà il posto al bianco, che ognuno interpreterà come meglio sente. Questa sarà la nuova frontiera dell’originalità: inventare non nel dire, ma nell’ascoltare. E quando non si potrà più inventare nè nel dire nè nell’ascoltare (cosa impossibile, quindi surreale) si piomberà nel nero, dove alcuni già stanno perché non dicono più nulla e non ascoltano più niente. Ma essendo una condizione impossibile, l’uomo può e potrà sempre sfuggire ad essa…
… Perché nel bianco si può sempre vedere qualcosa…
Michele Corengia
