Il sole stava tramontando, lasciando dietro di sé solo le sfumature di fuoco di una fenice che si butta nell’acqua. Il viola e il rosso scappavano nell’azzurro, incalzati dall’arancione e il giallo. Nessuno voleva finire nelle grinfie del blu tenebroso, tutti volevano tornare a casa sani e salvi. C’era il silenzio intento ad ascoltare con attenzione e mistico rispetto le onde di un mare, che calmo e dolce si preparava ad accogliere degnamente i colori della giornata per accompagnarli come una madre premurosa nella notte.
C’era l’amore del sole, intenta a prepararsi con alterigia per fare il suo ingresso nello spettacolo della natura, accerchiata dalle sue innumerevoli damigelle d’onore. Lacrime d’argento, borotalco d’esistenza. Si sarebbero guardati in lontananza, di sfuggita. Si sarebbero mandati un bacio e poi il loro amore avrebbe dovuto aspettare ancora altre dodici ore. Uno doveva andare nel giorno, l’altra nella notte. La fenice solitudinaria avrebbe mai potuto incontrare veramente la sua amata? E quest’ultima avrebbe potuto mai accogliere la sua metà nel proprio palazzo fatto di vuoti e di damigelle? Non potevano saperlo, ma non perdevano la speranza. Perché sapevano che un amore insieme era possibile, e la dimostrazione stava davanti ai loro occhi.
Due innamorati sedevano sulla spiaggia d’orata e buia, tenendosi per mano e guardando indistintamente il sole, la luna, le stelle, il mare, il silenzio. Probabilmente anche se i loro sguardi erano fissi sull’infinito, stavano guardando i loro cuori.
<<Come posso sapere che tu non mi dimenticherai? Come posso sapere che dietro a questo tuo silenzio ci sia un futuro in cui ci sono anch’io?>> disse il ragazzo, girando lo sguardo sulla ragazza al suo fianco.
<<Cambierebbe qualcosa se ti dicessi questo? Perché vuoi la sicurezza? Potrei anche dirti il falso e tu non lo sapresti. Saresti felice, ma di una felicità vuota, inesistente>> rispose la ragazza, ricambiando lo sguardo.
<<Tu non potresti mai mentirmi e lo sai. Di questo sono certo. Voglio che tu mi dica che tu ci sarai sempre per me, perché so che se lo dirai, sarà la verità>>.
<<Se ne sei così certo, non chiedermi questo. Fidati del mio silenzio>>.
<<Ma come posso farlo? Perché non vuoi dire che ci sarai sempre, pur pensandolo? Pur sapendo che mi renderesti felice dicendo questo…>>
La ragazza si spostò delicatamente i capelli con la mano e si mise a guardare davanti a sé.
<<Vedi il sole che sta tramontando?>> disse la ragazza, indicando la fenice con il dito.
<<Certo. Ma questo cosa centra adesso?>>
<<Ora il sole se ne sta andando. Ma tu sai che domani tornerà, che domani ci sarà ancora per te, per me, per noi. Non è così?>>
<<Sì, ma…>>
<<Eppure il sole non ti dice che domani tornerà. Ti fidi di lui. Sei sicuro che non ti tradirà, pur avvolgendosi dietro il silenzio. Una promessa silenziosa, custodita nel cuore, spesso vale molto più delle parole. Fidati silenziosamente di me come fai con il sole. Perché se non ti dico niente, è solo perché ho anch’io le mie paure come te, come il sole. Non vorrei che, dando la sicurezza delle parole, al mio ritorno tu non sia più qui ad aspettarmi, che tu sia fuggito con un’altra…>>
Il ragazzo con un sorriso tentò di baciarla, ma la ragazza si ritrasse.
<<Ma io non potrei mai fuggire con un’altra, io ti aspetterò sempre, qualunque cosa dovesse succedere>>
<<E come fai ad esserne così sicuro?>>
<<Bè perché durante la notte vedrei la luna e le stelle, che, per quanto possano essere speciali, non potrebbero mai cancellare l’immagine del sole dalla mia memoria…>>
La ragazza si irrigidì.
<<Ma questo vuol dire che in mia assenza tu guarderesti le altre?!>>
Il ragazzo sorrise.
<<Sì, ma guardandole non potrei non ricordarmi del sole, la stella più grande. Se la luna e le stelle vincono con la luce sul buio, il sole vince con il fuoco sulla luce stessa. Mi parrebbero insignificanti confrontate con il ricordo del sole e la notte sarebbe solo l’attesa di un nuovo giorno per me.>>
I due innamorati si baciarono e il sole lanciò un’occhiata alla sua amata, che malinconica osservava la scena e pregava con le sue damigelle affinché un giorno anche lei e la sua fenice di fuoco potessero scambiarsi un bacio di luce.
Sarebbe mai arrivato quel giorno?
Sole non lo sapeva, ma sarebbe tornato comunque ogni giorno per aspettare il bacio della sua amata Luna.
Michele Corengia